giovedì 14 marzo 2013
Le Lacrime di Marzo
Le lacrime di Marzo che ora tu piangi per me
mi fan sentire grande ed importante più di un Re
Mi piace dirti cose per le quali soffrirai ...
Coprirti di bugie e di cattiverie che tu accetterai.
Le lacrime d'Aprile sono musica per me
le cerco in tutti i luoghi e poi le trovo su da te
Ed io ti spezzo il cuore tanto so che resterai ...
ad ascoltare me per tutti i giorni che per me vivrai!
Le lacrime di Maggio già non le capisco più
però io sono in piedi ed in ginocchio ci sei tu
A volte vorrei dirti che sto bene insieme a te
ma ho tanto di quel tempo perchè tu non vivi senza me!
Ti sei uccisa ieri
non ce la facevi più
Le lacrime di Giugno almeno non le piangi più ...
Io giro per il mondo e ho raccontato a chi non sa
che il cielo a Marzo è azzurro ... e che non piange ...
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Quando la Musica diventa Poesia,
Rabbie Feroci
martedì 12 marzo 2013
Disillusa Illusione
Cala la notte sul Giorno
Il respiro si forza celando sufficienza
Evanescente ... La terra sotto i piedi frana
Dolori fitti
Lame affilate
Urla silenti
Un lampo, un flash
BackGround di una Vita stravissuta
Ma lo spettacolo continua
Si sfodera un irriverente sorriso
Ci si veste di Illusorie Ambiguità
Si alterna un piede dopo l'altro
Lungo e sinuoso il cammino
Strada in assoluta arrampicata
Ci si abbarbica al bordo per non cadere
Borderline
Follia
Linee spezzate in precario disequilibrio
Il corpo rannicchiato nell'Ombra attende
Scompare in se stesso per non fare rumore
Ma stride l'Anima lacerata
"Ciò che vale è sempre ciò che muore!"
Superamento dei luoghi comuni in upload
Lacrime di sudore rasentano il corto circuito
Stille di rugiada si affacciano al vetro picchiando
Notte rubata
Seguita da notti insonni
Equo pagamento
"La vertigine non è paura di cadere ma voglia di volare"
Non soffro di vertigini
Eppure volo
Inarrestabile!
domenica 30 dicembre 2012
Idiota
Indecente Ibrido Idiota Inneggi Ipocrisia Inaccettabile
Insultando Io In Imperfetta Imperfezione.
Istighi Immonda Imbecillità Inebriando Intimi Ignari.
Ingratitudine Inneggia Insaziabile Imbevendo Ignavi Istinti.
Inesistente Introspezione Ivi Incisa In Inadeguabile Ironia
Instabile.
Intimando Idilliaci Intenti Ilarmente Imbevi Ipocriti
Imbecilli Increduli.
Istantanea Ipocrisia Integralmente, Inconsapevolmente
Istighi Ipocrite Immagini Inondando Io Ignaro Ignorando.
Ipocrisia Imbeve Innocenti Ilarità Immonde Immortali
Inondano Incoscienti Illazioni Idiote.
Inestimabile Inseguitore In Idiozie Ignote Innalzi Ipocrisie
Intorbidite Ed Intrise In Inconsce Ispezioni.
Impareggiabile Indifesa Insegui Idiomi Inesistenti Impossibilitato
Ivi Incidervi Inni.
Imparerai In Indecenti, Immorali Indiscriminati Idiomi
Imperterrito Inondando Inconsci Inconsapevoli.
Incandescente Idiozia Istighi Irriverentemente.
Ingratitudine Inneggi Impellente.
Io, Istrionicamente Incanalo In Idi Impassibilmente.
Imperterrito, Insolitamente Ideologo, Immagini
Illusionistiche Idiozie. Insolentemente Innalzi Indice Intento Indebolitore.
Improvvisamente Iscariota Indietreggi Indecentemente
Infiltrando Ipocrisie. Impavido In Intenzioni Interiormente Ipocrita Istrice
Illudi.
Innegabilmente Immondo Immondezzaio Intento In Ironiche
Ipocrisie Innalzando Imbecillità In Intenti Impareggiabili, Ineguagliabili
Ibride Insane Idee Inventi Inscindibilmente.
Intoccabile Io!
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Tautogramma
sabato 22 dicembre 2012
Neve Rosso Sangue
Il viale alberato si erge maestoso
percorrerlo a ritroso ora devo
Gli occhi bendati mi squartano l'Anima
con quella saprò non inciampare
I rovi si alzano ai lati
brandiscono lembi di vesti e di pelle
Un manto di neve il selciato immacolato
il sangue lo riga a tracciare il percorso
Il gelo è d'impatto sul viso
cristalli son lacrime ferme mai scese
Il silenzio innalza il suo canto
le rose colorano i petali accendendoli
La vita scorre al ritmo incalzante del cuore
che rapido pompa il corpo straziato
Il respiro si fa denso di nebbia
nel vortice dolorante del mio cammino
I rami s'intrecciano sulle braccia ormai nude
spogliate dalle vesti e di sangue mantide
Calore e colore s'abbracciano forte
il coraggio diviene inerzia sottile
L'olfatto acutizza il suo istinto
essenza di rosa invade la Mente
L'udito si tende al rumore
il ramo si spezza sotto il mio piede
Urla la Rosa ferita
Piange il cielo che osserva
Stridono i denti dal freddo
Barcolla il mio piede ritraendosi
La notte è scesa inesorabile
mentre il freddo attanaglia la spoglia ora immemore
Bussa una stella levando una nube
rasserenata di gelo avanza mortale
Un battito d'ali che s'alza dal nulla
gracchiante cantilena ben nota alla memoria
Il corvo inclina la testa osservando
poi scatta ed afferra la Rosa spezzata
In volo si alza imponente
rubando quel che resta mischiato a quel sangue
Gracchiando si posa sui rovi
col fiato a scaldare il suo ultimo petalo
[Un ringraziamento a LadyShadow per la bellissima foto]
mercoledì 12 dicembre 2012
12/12/12
12/12/88 ore 13.00:
in un soffio l'ultimo anelito di Vita se ne esce dalla stanza straziando un'Anima e lasciando in eredità un ultimo flebile respiro a marchiare un cuore fatto sasso.
Il vuoto cala come un sipario su una scena di cui si poteva solo prevedere l'epilogo.
Mutamenti di intrecci di vite, scelte dettate da irrisorie ribellioni e spirito del contrario. Tutto si è fatto fitta nebbia dentro ed attorno, il vuoto lasciato non poteva essere colmato.
Laceranti ed inutili urla si sono alzate al cielo sordo.
Rabbie feroci si sono accanite a fare scempio del poco rimasto.
Ma la vita continua.
Passano gli anni.
Una vita costernata di scelte sbagliate dopo un prematuro abbandono.
Il buio
Il freddo
La desolazione
Il rammarico
L'impotenza.
Sentimenti agguerriti si fanno cavalieri armati. Il vuoto aumenta e le rabbie taciute si fanno insormontabili mura dall'aspetto impenetrabile ... imperscrutabili le crepe. La roccia si fa sempre più dura dentro il petto e smette di comporre melodie.
12/12/08:
Si rompe il muro del Silenzio
Si manifestano le rabbie taciute
Si concretizzano i pensieri
Si rende noto quello che era stato taciuto per 20 lunghissimi anni ... ma non basta.
Il cuore rimane di pietra, di sasso i sentimenti e gli spiriti positivi.
Lo sfogo ha alleggerito di pochissimo la pesantezza dell'Anima.
Fraintendimenti ed incomprensioni
Volontà di non cogliere o comprendere si è eretta a stendardo.
E di nuovo il fiume del tempo scorre inesorabilmente veloce
Il vortice della vita non da spazio di soffermarsi il voluto ... o dovuto.
E le nebbie ritornano ad infittirsi.
Indistricabili rovi tutt'attorno iniziano a non far passare nulla.
Non passa il male, non passa il bene.
E cresce la consapevolezza che si tratta di sopravvivenza e non è vita.
Non c'è tempo per pensare
Non c'è tempo per recriminare
Non c'è spazio per sorridere con l'Anima
Il tempo non guarisce le ferite, ci da solo la dimensione dell'abitudine fino a darci l'illusione di non sentire più dolore. L'assenza è dolore e permane.
12/12/12:
Il vuoto è sempre una presente costante ora come allora.
Qualcosa ha scosso la coscienza fino a renderla visibile agli occhi di qualcuno che ha saputo ascoltare una sola volta per arrivare alla totale comprensione.
Qualcosa di radicale, apparso apparentemente per caso ha dato un senso a tutto quello che senso non aveva.
Non lo si poteva credere plausibile, eppure è avvenuto.
Ci sei
Ci sei sempre stato
Non cesserai di esserci
Continui a vivere dentro di me
Ma per la prima volta mi riesce di guardare con altri occhi
Vedo la stessa prospettiva da un'ottica diversa.
Un cielo stellato cambia dimensione se osservato da una piazza illuminata o da una campagna immersa nella tenebra. Eppure è sempre lo stesso cielo.
Questo è successo.
A te oggi è volato il mio pensiero
Il mio abbraccio
Il mio respiro
In realtà è così tutti i giorni da quando hai scavato questa fossa di vuoto incolmabile.
Ma adesso l'ho riempita di qualcosa di valore-
Questo non sarà il ..."solito triste Anniversario" perchè SO di non essere sola.
La tua Assenza fa male comunque ma la sopporto meglio perchè la comprensione di cui credevo solo tu fossi capace l'ho scoperta in due occhi di cielo che mi stanno sempre addosso come facevano i tuoi.
La mia fronte per prima ha sorriso.
La tua energia la percepisco ancora nitida e chiara
Ti possa questa tranquillità che adesso mi porto dentro donare pace ovunque tu sia.
Voleremo su quel Veliero prima o poi
Ma non oggi.
Oggi è il giorno più brutto dell'anno perchè qualcuno ti ha strappato la vita tra le mie braccia.
Ma non sono più arrabbiata.
Ho trovato un sereno equilibrio.
Ed anche un sorriso per te
Per te che hai saputo esserci sempre
Per te che mi accettavi per quella che ero
Per te che sei stato il primo ad amare anche tutti i miei difetti.
Posso oggi dirti solo ... grazie di essere stato te stesso con me ed avermi permesso di diventare la persona che sono. A colori, perfettamente imperfetta squilibrata il giusto, con il coraggio di osare e nessuna paura nel cuore.
A te che ho amato più di me stessa
A te che dopo tutti questi anni sai insegnarmi qualcosa anche con la tua assenza .. a te papà!
sabato 10 novembre 2012
Lettera ...
Qui diluvia di brutto ...
Freddo nelle ossa
Caldo nel cuore dove la tua costante presenza permane
Sempre
Incontaminata
Maestosa
Al di sopra di tutte le brutture che ci circondano.
La mia vita è cambiata
Quando ho girato l'angolo di strada che incrociava la tua ...
Quando ho felicemente inciampato in te
Cadendoti addosso per comprendere appieno che la perfino la nostra pelle si reclama
Come fosse un tutt'uno.
Amo ogni cosa di te
Il tuo parlare
Il tuo sorridere
Il tuo prendermi in giro
Il tuo essere serio
Il tuo sapermi ascoltare e comprendere
La tua aria complice
La potenza dei tuoi occhi che sanno risvegliare in me desideri che non conoscevo
La forza delle tue braccia che mi stringono a pretendermi
Il calore del tuo petto che mi protegge con calore.
Sono pazza di te Michele
E davvero non so più come fare a dirlo
Ma inventerò modi per dimostrarlo
Giorno dopo giorno
Per tutti i giorni della mia vita
E fino a che avrò un respiro ... a Te solo sarà dedicato.
Vivo in te e per te
E sono felice che sia così
Ti adoro!
Tua per sempre
B.
Buongiorno amore mio
qui solo nuvolo , ci sei tu a scaldare il mio cuore ogni giorno di piu
amo sentirti addosso
amo guardarti
amo ascoltarti
amo giocare con te
amo sentire il tuo calore addosso
amo stringerti la mano
sei meravigliosamente tutta mia !!!
io sono innamorato perso di te e sappi
che non smetterò mai di dirtelo , dimostrartelo e fartelo sentire in ogni istante
una marea di baci avvolgendoti tra le mie braccia
ti amooooooooooooooooooooooooooo
tuo per sempre michele
Ovunque sei ... mi manchi!
Ma sei sempre dentro di me, ti sento parte integrante del mio essere... come un'estensione irrinunciabile!
Tutto è iniziato piano, per gradi ma rapidamente allo stesso tempo.
Ed eccoci qui, ancora mano nella mano a sfotterci e daare sempre il massimo di NOI per NOI.
Si Amo indispensabili
Si Amo costruttori del nostro domani
Si Amo un turbine di passioni che avvolgono le nostre anime
Si Amo oltremodo pronti a sorreggere l'altro
Si Amo onestamente sempre noi stessi
Si Amo coerenti come nessuno
Si Amo NOI
Si Amo Te
Si Amo ... e non cesserò di amarti.
Michele sei un uomo meraviglioso,
Sono una donna fortunata a poter dire... "è la mia mano quella che stringe"
Sono così ... mi fai provare emozioni indescrivibili.
Ti Amo Michele
Oggi più di ieri ma un peletto meno di domani
PS: io ti amo un baobab di più prrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrr
Ho voglia di sentire il tuo respiro addosso Amore Mio!
Tua per sempre
B.
PS: ma quanto siamo cretini? Risposta corretta: Mai abbastanza!
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domenica 4 novembre 2012
Paura sfida Neurone Solitario
Paura: BOO!
N.S.: Paura eh?
Paura: Beccata in flagranza di
reato pare …
N.S.: Ti sembro il tipo al quale
possa sfuggire qualcosa? No dico … mi hai guardato bene in faccia?
Paura: Si si e poi la tua fama ti
precede non ti scaldare, so chi sei anche se magari non so che fai ma questa è
tutta un’altra storia.
N.S.: Aguzza l’ingegno bimba che
la mia fama mi precede, ma che davvero?
Paura: Non vedo la folla dinnanzi
alla tua porta, E’ facile desumere che conoscenti, nessuno osa …
N.S.: Mi vuoi far credere che
sono diventati tutti così astutamente strategici da aver apito che non si batte
un chiodo e stanno alla larga pure senza cartelli? Figuriamoci! Qualche
fessacchiotto che bussa lo trovo sempre.
Paura: Non negli ultimi tempi
noterai. Ci ho pensato io ad intrattenere tutti.
N.S.: Ebbrava lei! Sta a vedere
che mi tocca pure dire che dopo quest’affermazione … mi stai simpatica. Cosa
posso fare per te dato che sin qui ti sei spinta?
Paura: Ammetto d’essermi persa
qualche sorella e mi chiedevo se si fosse spinta fino da te. Sai, loro
conoscono l’arte dell’insinuarsi in ognidove.
N.S.: Ovunque, quantunque everytime you want … Non
esageriamo che qui nessuno passa senza la mia permissione. E siccome di norma
concedo al massimo un paio di minuti, ricorderei le suppliche di un gruppetto
di fanciulle in erba atte ad entrare nel mio regno fatato e ... MagnificaMente
Deserto.
Paura: A dirla tutta, non son
fanciulle che chiedono permesso, o che che si fanno notare. Piano piano quatte
quatte, loro entrano da qualsiasi spiraglio e in men che non si dica, senza che
tu abbia il tempo di accorgertene… ti hanno invaso.
N.S.: Adesso mi pare si esageri!
Chi potrebbe non accorgersene? Controllati bene attorno. Ti pare che in questo
bellissimo spazio vuoto mi potrebbe sfuggire anche solo una piccolissima
presenza?
Paura: In effetti hai fatto un
ottimo lavoro, te ne devo dare atto. Ma le Paure, mie sorelle, trovano sempre
il modo e la via di insinuarsi infilandosi dalla più piccola fessura. Non le
sottovalutare. Non ti sopravvalutare.
N.S.: Vedi forse finestre qui? O
crepe profonde da lasciar passare qualcosa?
Paura: Eccome! Ci sono molte
brecce qui da poter usare. Orecchie, narici, occhi e bocca … entrare qui per
tramite di uno dei 5 sensi … non è poi impresa tanto ardua.
N.S.: Apparenza. Mera apparenza!
E tu a quella ti sei soffermata? Controlla meglio ciccetta. Lo vedi quel grosso
tubo che attraversa la stanza? Parte da un orecchio e termina nell’altro. Tutto
quanto viene detto vi si incanala senza sporcare o intaccare il mio mondo.
Avevo bisogno di un palo su cui stendere i panni. L’enorme mensola in alto è l’unione
delle cavità oculari. Una bellissima libreria ci è uscita ammettilo. E quel che
scende sotto di essa dall’apparente sembianza di una scrivania, altro non è che
l’unione della cavità delle narici e se osservi attentamente il sotto … non è
uno sgabello da pianista a caso. La bocca è così sigillata. A me … NON la si
fa!
Paura: Vedo vedo … astuto non c’è
che dire. Hai chiuso la via a rumori che possano risvegliar memoria … a visioni
che atterriscano … odori che sono i re dell’emergere a galla di ricordi remoti
che si credono sopiti. Ma hai anche chiuso la bocca al tuo manifestarti. E non
puoi proferir parola. La strada è a doppio senso.
N.S.: Oddio! Mi sto cagando sotto
dalla paura per quanto mi dici. Guarda un po’ … rebalto lo sgabello e ti mostro
quanta merda sono in grado di far uscire dall’apertura che tu chiami bocca.
Paura: Rispetto sottozero vedo.
Ancora sottovaluti le mie sorelle. Se hanno deciso di entrare, nemmeno tu le
puoi fermare.
N.S.: Non ho il controllo totale
di questo insulso organismo è vero. Se decidono di appiccicarsi al molliccio
fegato faranno certo breccia … ma da lì ad arrivare qui … la vedo ardua. Il
cuore poi è divenuto un facile bersaglio, vuoto nelle sue 4 cavità permette a
cani e porci di entrare, ma anche in questo caso, lì confinate resterebbero.
Casa mia è meglio di un bunker. Nulla passa senza che io non lo permetta e se
decido che tutto esce … bhè il pannello centrale dei comandi è in mano mia,
Tutto il resto segue.
Paura: Mi stai forse cercando di
far credere che qui non ha albergato mai … paura?
N.S.: Questa stanza NON è un
albergo! E con il conto che avrei presentato a preventivo stai sicura che
avrebbero “albergato” altrove.
Paura: Ti vedo bello sicuro di
quello che dici. Pare che nulla ti possa fare cambiare idea o ti possa mettere
in condizione di vedere la stessa cosa sotto ottiche diverse.
N.S.: Qui vige una sola ottica.
La mia! E se non ti sta bene, gira i tacchi e torna da dove sei venuta. Se
credevi di trovare vitto e alloggio gratis qui … hai fatto i conti senza l’oste.
Paura: Ma … l’organismo che ti
ospita è sempre consapevole di quanto tu ti creda un dio?
N.S.: Mi creda? O_o
Paura: Sta a vedere che sei così
gasato da crederci pure un dio!
N.S.: Non vedo che cosa possa
mancarmi. Come lui sono autosufficiente ed anzi … le sorti di questo creato le
decido io. Al contrario suo non necessito di creare omuncoli per noia o perché mi
sento solo. Sono sempre in compagnia dell’Essere che più stimo al mondo: ME! E
la noia, non so dove stia di casa.
Paura: E non temi che alla lunga,
invecchiando, tu possa perdere fermezza nelle tue posizioni? Il tempo passa
anche per te. Prima o poi si romperò un tubo e da una di quelle fessure mi
vedrai entrare gelandoti il sangue nelle vene.
N.S.: Ahahaha vene? Lo vedi che
hai di nuovo spagliato apparato? Quello scorre in rigagnoli tra cuore e fegato.
Io sto sopra a tutti e tutto domino. Lo so lo so … sei femmina e
presumibilmente femminista e vorresti che l’universo maschile tremasse al tuo
passaggio. Ma io non sono un “maschile” qualsiasi. Il mio regno sta in una
femmina e anche se lei non lo ammette, facciamo un ottimo gioco di squadra per
fronteggiare scrocconi come te che si alimentano di organismi altrui.
Paura: Siete una fortezza
inespugnabile. Questo mi è chiaro. L’unione e la complicità vi danno forza e vi
rendono invincibili … per ora. Ma ricorda che basta anche solo un piccolo
screzio, l’assenza di dialogo … e noi saremo qui pronte ad invadere devastando
dall’interno.
N.S.: Misera esistenza la tua
perpetrata nel controllare uno sbandamento nostro. Non hai un cazzo di meglio
da fare? Tu controlla e vedrai se il tempo mi sbugiarderà, che dinnanzi a tutti
voi noi non abbiamo screzi e siamo compatti ed uniti. Meglio se provi a fare il
tuo … lavoro … altrove.
Paura: Il primo round è tuo ma …
tornerò!
N.S.: … un anno non è un secolo …
♫ (Sbam!!!)
Paura:
Almeno con questo sbattimento ha levato un po’ di polvere … osso duro,
mannaggia a lui!
sulla testaccia dura
giovedì 1 novembre 2012
Delirio Assoluto
Fredda come la lama di un rasoio ben affilato riaffiori alla memoria ridestando gli antichi fantasmi assopiti. Tremolante come foglia autunnale al vento dell'autunno esposta è la volontà defraudata di ogni sua certezza. Si barrica il sorriso nell'ombra dell'incertezza che lo spirito fa tremare bagnandolo di insicurezze. E la nebbia affonda i propri artigli laddove è facile far breccia ... Uno spiraglio in un muro alzato troppo velocemente. Sobbalza un pensiero al palesarsi di una figura astratta che si concretizza nella mente malata di chi sa vedere oltre il visibilmente celato.
Appari e scompari
Incerta certezza
Stupidamente astuta
Diabolicamente angelica
T'inarchi e raddrizzi
Velocemente lenta
Glacialmente calda
Frizzante e liscia
Divarichi serrando
La memoria scava un tunnel per riaffiorare piano in superficie. Consapevole e certa di trovare riscontri concreti in paure mai scomparse totalmente. Nutrimento garantito che alimenta esponenzialmente la crescita di quello che avrebbe dovuto morire. Si leva un Urlo a scoperchiare una pietra tombale dove giaceva immemore nel tempo la spoglia del terrore che intrecciato abilmente aveva fortificato il Male. Detentore del potere per sconfiggere ed annientare la tua ombra. Il fantasma si alimenta col sospiro tuo inerme facendosi sempre più maestosamente ruggente.
Vivi morendo
Gridi in silenzio
Ti nascondi risorgendo
Espelli inglobando
Annulli lievitando
Eviti affrontando
Uccidi accarezzando
Vendetta è il tuo perdono.
La bestia immonda si contorce su se stessa altalenando vittimismo a spietata carneficina. Le urla del silenzio sfociano in lacrime liberatorie mentre le braccia serrano le ginocchia rannicchiando l'Essere nell'angolo della Vittoria. Libera la Mente da questo Dolore lancinante, espelli con il canto la rabbia che attanaglia. Placa la tua sete alla fonte della Vita. Chiudi il cancello varcando la soglia che renderà possibile l'assai poco probabile cercando di mantenere fedeltà ed amore a te stessa.
Libera la bestia che è in te se la vuoi dominare
Afferra la tua vita tra le dita
Sii l'artefice del tuo destino
Vivi fino all'ultimo respiro
Inchioda le paure a quella croce
Non permettere che il Terrore abbia il sopravvento.
Il Dolore è forte
defrauda il tuo essere della voglia di alzarti
ma è Passato
e non permettere a ciò che fu
di influenzare quello che potrebbe essere
Ricorda che di Paura ... si può morire.
Viene il tempo di fermarsi
di bagnarsi di poesia
di sentirsi parte di una sinfonia
si raccolgono le stelle
e una luna che non sai
e la notte si fa bella, come mai
un momento di infinito che si scomoda per te
perché un uomo che ha vissuto
ha più di un mondo dentro sé...
Se si svegliano i ricordi
vedi sciogliersi i ghiacciai
col pensiero le montagne, muoverai.
Sono lacrime d'amore,
perle rare quei perché
se un sorriso avrai strappato, beato te...
Se non senti più dolore,
e non c'è vita dopo te
se hai istruito bene il cuore
niente può ferirti ormai.
Un circo, ormai deserto,
gli abiti da clown.
Di un uomo, stanne certo non si riderà
la vita si diverte
crudele a volte lei
ingannala se puoi
fatti trovare vivo e qui.
Di timori e d'incertezze
ci si muore e tu lo sai
dai, spalanca la finestra
respira il sogno più che puoi.
Fuori maghi, giocolieri,
domatori e nani via
metti in pista la tua nuda verità...
E l'applauso di stasera
è uno solo, quello tuo
che ti piaci e ti diverti
soddisfatto come un Dio.
Il circo, la tua arena,
buffo e goffo ma...
Chi ti ha deriso questa sera capirà.
Né talco, né rossetto non usarli più
pagliaccio ieri sì
ma sotto quella luce lì...
Immenso sei... immenso sei... sei
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