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giovedì 28 dicembre 2017

Lotterò L'otterrò Lo Terrò

" Non concedere troppe spiegazioni...Gli sciamani dicono che ogni spiegazione nasconde una richiesta di scuse. Questo significa che quando spieghi per quale motivo puoi o non puoi fare una determinata cosa, in realtà ti stai scusando per le tue mancanze, nella speranza che chiunque ti stia ascoltando abbia la gentilezza di comprenderle. - C. Castaneda -


Paradossale come l'Essere diviene
qualcosa di assolutaMente speciale morendo.
Rare sono le volte che ci si occupa dei vivi
spesso basta un ... tutto bene ...
per non cogliere i dolori che stanno oltrepassando quell'Anima.
Incuranti si prosegue il cammino.
Poi si piange per una dipartita.
Incoerenza dell'essere pensante
che si fa scudo delle altrui miserie
per autocommiserarsi ulteriormente.
Deplorevole!
Dovremmo imparare dagli animali.
Loro non ci giudicano
Loro non chiedono spiegazioni
Loro non mentono.
Totale devozione in cambio solo di amore
Amor vero.
L'unico a non morire mai.
Non è più tempo di spiegazioni
chi mi conosce non le chiede
chi mi ama le conosce
e chi non mi conosce non le capirebbe.
Arriva il Crepuscolo che tanto amo
a calare una coltre d'ovatta su tutto
quello che non ho detto ...
Ma che chi mi conosce comprenderà.




martedì 26 dicembre 2017

Sarcasticamente riTUale




Momento di Assenze presenze
a dare per scontato quello che pochi conoscono
intrinsecamente nell'essere quel vuoto mai colmato.

Ritorna ciclicamente senza un perchè
o una ragione
come un tormentone musicale
che si insinua nella mente.

Tante le parole sprecate senza pensare
come a voler saccentemente presupporre di sapere cosa cela
quel cinico declino
che teme anche solo di riaffiorare.

E la gente si fa grande con le parole
certa che gli stolti capiranno le ragioni
perchè così alla fine va
anche se ci si inciampa in un'inezia
che il gioco scopre
facendo apparire presuntuoso narcisismo
quello che per amore o trascuratezza si voleva far passare.

Punta il dito e parla.
Che solo di parole sei capace.
Non di un gesto
o di un abbraccio.
Bellissime parole che cadono nel niente 
della morte o di chi conosce i retroscena.

Sono stanca di parole 
piene di se stesse e null'altro
di bugie gettare ad amo in un lago di pesci morti.

Posso stare da sola una vita ...
che sarà mai il giorno di natale?
Ti scordi il compleanno mio
e fi la maschera piangente se non ti chiamo
al compleanno di uno sconosciuto
nato più di duemila anni fa?

Ipocrisia. 
Nella mia cucina non è permessa.
Qui si digiuna
piuttosto che passar per fessa.

Ed ora caro il mio giullare
ricorda che ogni debito s'ha da pagare
che il tempo del sollazzo
vale meno di un cazzo
e veloce e prepotente
perde il treno facilmente.

Il tempo dei giochi ai mocciosi ...
Dimostrati Uomo
non solo a comodo tuo ...

Ed ora al tormentone offriamo pure il panettone.
Batto le mani sopra la testa
Luci!
Sipario!




mercoledì 14 gennaio 2015

Deep Inside



Nel profondo
Nelle profondità dell'Anima
si cela tanto Bene ed altrettanto Male
Permanenza di Opposti che lottano
non ad annullarsi 
ma a Completarsi Reciprocamente
su Piani Diametralmente Opposti.

Superficialmente si vede
quanto è concesso di vedere
Nasconde la Mente quello che
va preservato in tacito Silenzio

Rispettoso tacere
per chi non è Degno di Sapere
Afferrano SaldaMente per le caviglie
le Radici dell'Essere
ancorandolo in se stesso
per preservarlo dall'Imbecillità
e la Cattiveria gratuita
che popola il Mondo Ignorante
che addita SaccenteMente senza conoscere ...

Siede la parte Maligna
Beffarda sogghigna
augurando che almeno un terzo sfiori
quanto ha saputo tramutare quel
frammento di Bene in essa Dormiente.

Lorde ed Immonde False lacrime
scendono rigando i volti delle
Maschere Piangenti
a rimembrar che perfino i coccodrilli
sanno secerner lacrime fasulle da ingordigia portate.

E la Foresta Tace.

E quando sta in Silenzio
non è un buon segno.

Presagi di Morte all'orizzonte.
Sentimenti presi a sassate
Dignità calpestate da Ingordigia
E la Foresta attende al varco.
Uno scintillar di Lame si nota di lontano
Il tuono straziante della
Giustizia straziata da Torpiloqui gratuiti.

E il lento risveglio della Vendetta
che apre un occhio ghignando al Destino.

Ciascuno è l'Artefice del proprio
che sia una bella Rosa
o un Turpe Monatto.

Si leva la Folgore Tuonante
La Noce chiude il guscio e ripara ciò che vale
Mentre Guerra si fionda su ciò che deve Morire.

giovedì 8 gennaio 2015

DannaMente D'Annata



E viene un Tempo
per mostrare la mera apparenza
colorata di tinte semplici
scale di grigi in un crescere
fino a sfiorare la Tenebra profonda

E viene un Tempo
per mostrare l'Essenza
che attinge ad Arcobaleni Infiniti
con chiazza Impreviste di colori forti
che prevede una profondità da Emocromo

E viene un Tempo
per lasciarsi addosso scivolare
le peggio cose
con la certezza che nulla sporcherà
di nuovo un'Anima
che attraverso Sofferenze Indicibili
si è pulita da ogni lordura pre esistente

E viene un Tempo
per fissarsi sulla pelle
le meglio cose
consapevoli l'effetto "olio" non le farà scorrere via
fermandole nella Mente
che Razionalizza anche la Paura
tramutandola in Forte Desiderio di non perdere.

Il Tempo non sana
Il Tempo PazienteMente alimenta le nostre certezze
Il Tempo rafforza le nostre consapevolezze
Il Tempo supera le Barriere dell'Io
Il Tempo scorre come sangue nelle vene
Il Tempo batte come un Cuore in un torace
Il Tempo respira alimentando tutto l'Organismo

E un Giusto Tempo
arriva per tutti
cogliendolo il più delle volte impreparati
Possano le Maschere Piangenti
trovare in tempo, un Tempo
per raccogliere Lacrime fasulle che sanno di sale 
come l'acqua del mare
e con la stessa potenza di un'onda finiscono

Adesso è il Tempo del Riscatto.

giovedì 11 settembre 2014

Amici ... stocazzo!




Stesa
La fredda lama sulla pelle
Il respiro si ferma
Immobile
Attonita con gli occhi sbarrati
Incredula
Della vastità dell'umana Imbecillità

"... e chi è steso dorme o muore oppure fa l'amore ..."

Vado per esclusione
Non faccio l'amore da un secolo
Non ho intenzione di morire, non oggi
Non mi resta che dormire

Il freddo della lama che sfiora la pelle
Il nulla attorno cercato e trovato
Il Silenzio che nemmeno la musica riempie

Araba Fenice che si deve distruggere
per poter rinascere dalle proprie ceneri
devastando l'ipocrisia
e nutrendosi dell'Assenza 

Avevi promesso che non avresti lasciato la mia mano ...
Ma le parole son rimaste parole e di monosillabi
si son vestite.
Non era quello che avrei voluto

Giro l'ennesima pagina dolorosa
Anzi ... chiudo il libro che ho letto troppo oggi
E ho anche scritto troppo quindi smetto.

Non sono alla mercè del primo vento
Ma chi mi vuole cercare sa dove trovarmi ... adagio




lunedì 17 marzo 2014

L'Età della Sragione




A piedi scalzi su terreni sdrucciolevoli ti ostini a camminare.
Insidioso il tuo vagare
Rischioso il tuo non scivolare
Il fango tutt'attorno e sotto i piedi rallenta il tuo cammino
Danza macabra di pioggia e terra
Non si arresta il tuo peregrinare ... OstinataMente instabile.

Chi non sente la tua assenza palesa solo l'inutilità della tua presenza.
Imperterrita procedi senza timore di cadere.
Il baratro dell'Abisso non è più visibile all'orizzonte.
Ci sei dentro
A piedi uniti.
Ed ancora non lo realizzi.



Chi dice di aver amato e ben compreso la morbidezza della tua esile e delicata corolla
conoscerà ora la spietata durezza della sua spina.
Nessuna pietà.
Non ne hai ricevuta
non ne dispenserai.
Immobile e fredda come una lama
Colpirai e sventrerai qualsiasi forma di imbecillità ti si presenti dinnanzi.
Sangue che cola
Come acqua spanta ... non si raccoglie.
Nessuno ti ripagherà di quanto hai perduto
Ma non perderai ancora
Forte dell'incoscienza che possiedi ti siederai ed irriverentemente sorriderai
Riso beffardo
Irrispettoso di chi non ha saputo vestirti di Rispetto
Un massacro annunciato da parole dette e non dette
Scritte su volti che non erano il tuo ...
Consapevoli di cosa avrebbero trovato ... Spina Adorata!


Maschere piangenti
a muri vi ergete per evidenziare un Dolore
Vorreste provare quello vero ... che striscia sotto i piedi e si insinua nelle anime disgregandole
Ma Anima non possedete
Lacrime in tasca tante
Pronte ad esser versate su spalle che non vi appartengono
Lagne vomitevoli degne di saghe di bassa lega
Ciascuno propone quel che di se stesso possiede
Anche tentando di vendere entusiasmi che non possiede.


 

Striscia piccola serpe
La  Katana è sempre pronta
ad aprire in due la tua idiozia con la biforcuta lingua
che ti contraddistingue
Indelebile marchi sulla pelle che fissa Attimi Irripetibili.

Le cose che non sono dette picchiano dentro
Sento un vento di burrasca che sbatte contro i mattoni di un muro ormai impenetrabile
e graffia e rode fessure e finestre arrampicandosi sui vetri
Inutile!
Non vi sono fessure che stiano ancora sanguinando
Solo una via di uscita e nessuna entrata.
Non più.

Finalmente si realizza l'ovvio che non essendo stato rimarcato ...
tanto ovvio non appariva.
Si percepisce la reale essenza dell'esserino immondo 
di fronte in silenzio
senza nemmeno il coraggio di proferir parola.
Solo lagne, piagnistei, lamenti, recriminazioni ...
E solo per interposta persona.

Vorrei un mondo con più palle di me!


venerdì 7 marzo 2014

Avvoltoi



Avvoltoi in attesa
Streghe derise
Anime candide che schivano fiere

Giochi di Morte restano in attesa disillusi

Fiero del piumaggio oscuro sei solo sporcizia 
a cerchio ti aggiri 
facendo bene attenzione di tenere la distanza

Animi infangati di lorde e viscide intenzioni tremate

Il rosso ti attira
come il miele con l'orso
Ma i conti non hai fatto con stomaci satolli

Hai creduto di essere irresistibile
Hai creduto che i tuoi piagnistei avrebbero intenerito
Hai confuso educazione e gentilezza con disponibilità
Hai lottato sino allo stremo per perdere una delle poche cose vere che possedevi
Hai tentennato con la consapevolezza di essere in torto
Hai occultato parole gesti e missioni
Hai mascherato di pulito qualcosa che lascia un lezzo insopportabile
Hai giocato per vincere
Hai perso
E stavolta non ci saranno appelli. 
Batto banco
sull'ennesimo errore di valutazione e ti lascio sprofondare nelle tue stesse lacrime di coccodrillo.
Vola alto avvoltoio che se t'avvicini la forza per tirarti il collo la trovo.

Sono stesa
Ma riposo e respiro bene
Mira el dito uccellaccio 
Perchè è l'ultima cosa che di me vedrai.

lunedì 27 maggio 2013

Sipario




Cala la Tenebra a decretare la fine di un altro giorno.
Scandisce il Tempo ciò che fu sottolineando quello non accadde.
Le maschere Ruggenti si fanno Silenziose
Il Buio si veste di Terrore.

Cigola la Porta che attende aperta
Non v'è Luce nell'Oltre
Scalpita il Dolore vestendosi d'Ansie
DecisaMente procedo IncoscienteMente.

Un'altra Notte
Un'altra Vita
Un'altro Mistero
Un'altro passo in meno.

Scivolano le stanche membra sotto le lenzuola.
Crolla lo scheletro sprofondando nel materasso.
Barcolla la testa picchiando il cuscino.
Si ferma il respiro al vocio lì vicino.

Tum Tum
Tum Tum Tum
Tum
Tum Tum Tum Tum

Aritmie di Ombre si vestono a festa!

giovedì 22 luglio 2010

Viso d'Arcobaleno

Ed ecco un Magico Arcobaleno palesarsi all'Orizzonte.
Le Emozioni si Colorano Esplodendo sul mio Viso come in un dipinto dai tratti Sicuri e ben Marcati.

L'Eco lontano della Bufera più non rimbomba trafiggendo i timpani ... nella mia Mente.

Rimuovo in toto tutto quello che non mi appartiene, tutto ciò che non sento mio. tutto quello che vestendo una Maschera svela un'Anima diversa da quella che è solito mostrare.

Finzione e Realtà.
Maschera e Verità.

Assordante frastuono rimbombante che disorienta ApparenteMente, ma innocuo AssolutaMente non mi tange che di striscio.

Misera Intersezione dolorante che rimargina in fretta.
Nessun segno rimarrà a rimarcarla ricordandola.

Adesso voglio Assaporare l'Arcobaleno che mi appartiene ...

Voglio che i suoi colori solchino le mie righe e ci facciano nido.

Mi piacerebbe che uno spiraglio di sole donasse Lucentezza vera a tutto quello che con il trascorrere del tempo appare ... Opacizzato.

Ravvivo me stessa rinnovando ogni Promessa.

La mia parola è misera cosa, ma non ho che quella!


martedì 29 giugno 2010

Alba Nuova



S’addensano le Ombre raccogliendosi indomite a cercare di frugare nei pertugi della mia Anima tentando di raggirarla in puerili giochi fanciulleschi. Ipocrisia è la parola d’ordine con la quale scavano le mani tentando di entrare per appropriarsi di qualche cosa che non gli appartiene. Gli artigli attanagliano lo stomaco privando dell’aria necessaria al respiro invadendolo così di un senso di nausea che pare non voler accennare a diminuire. Parole incomprensibile dai vaghi significati mi vengono vomitate addosso con la vana speranza di scalfire la scorza della corazza che passaggi non permette ad alcuno ed inevitabilmente scivolano via lasciando un vuoto fatto di bugie e di omissioni di verità.

Adesso sono io a vomitare e non parole.

La nausea ha pervaso il mio essere raggiungendo un punto di non ritorno che mi vuole altrove, a non voler nemmeno sfiorare l’Ombra malefica del male che ha tentato una contaminazione profonda. Illusorio desiderio. La mia forza è superiore all’altrui aspettativa e dopo una vomitata liberatoria ritrovo il mio baricentro. Farmi cadere non era poi semplice come si poteva pensare. Adoro essere sottovalutata. Mi piace quando un mio silenzio s’interpreta come un … non ha visto o sentito o capito. Sferro l’attacco finale indossando l’abito che preferisco, l’Indifferenza più totale mi dona ed è lama di rasoio per chi osa avvicinarvisi anche solo con pensiero.

Le scuse non sono ammesse.

Il tempo per dimostrare con fatti la veridicità delle parole è nettamente scaduto, il margine era ampio, te lo sei solo giocato male. Vincere non è cosa da o per tutti e stavolta hai perso miseramente intriso della vergogna di chi non ha il coraggio di dire le cose come stanno, con la convinzione di essere sempre superiore a chi hai di fronte. Sottovalutare un avversario è sempre la cosa da evitare. Chiunque dotato di intelletto tende a sopravvalutarlo piuttosto, per poi ergersi sopra di lui.

La tua stupidità ha decretato la tua fine.

La tua ipocrisia sarà la tua bara.

Ergerò una lapide alla memoria – qui giace colui che affermava di non saper mentire (rido) ed annegò nelle sue stesse menzogne. Poca soddisfazione nell’affermare che l’epilogo era lapalissiano sei dannatamente prevedibile piccolo uomo privo di palle. Non userò le mie per pararti il culo, non più. È tempo che tu cresca con o senza la consapevolezza di non poter essere altro che la tua stessa Essenza. Io mi riergerò sovrana e padrona della mia vita e non accetterò nemmeno una parola. La danza del silenzio inizia per me adesso. Nessuna deroga concessa. Il Tempo è stato male investito sulle persone sbagliate.

Torna là che qui mi manca l’aria.

Una corda è null’altro che una corda … te l’ho tesa … ti ci sei impiccato annaspando nelle più fervide storielle che hai tentato di darmi a bere. Quando ho gli occhi chiusi so vedere anche meglio di quando ti fisso diritto nei tuoi facendoti abbassare lo sguardo … condizione del vile che SA di essere nel fango della menzogna a sprofondare.

Ho voglia e bisogno di aria nuova.

Adesso il mio tempo è giunto, non piano, non in punta di piedi … come un terremoto ha sconquassato la mia vita aprendo le porte su mondi nuovi e finora sconosciuti; apro le mie braccia a lui, il tuo tempo è terminato e dovrai (dolente o nolente) farti opportunamente da parte o sarò costretta a calpestare i brandelli di una dignità che non hai posseduto mai. Il tempo di vivere è appena scattato. Chi ha tempo non aspetti tempo e chi non sa quanto gliene resta, ha atteso perfino troppo.

È tempo di vivere e vedere il mondo con i Tuoi occhi!

I miei sono saturi delle porcherie immonde alle quali sono stati duramente sottoposti in questi ultimi tempi di banalità superficiali, di taciti accordi che si credevano perdere in brusii astratti ... La mia mente sempre attenta ed i sensi protesi invece, di chi le difese non le abbassa mai, non per diffidenza ma per palese conoscenza. E così è stato. Ciascuno si rivela per quello che è. Nessuno sconto chiesto, nessuno sconto concesso. Solitamente Tu batti banco ... Io invece adesso riscuoto il mio compenso e giro i tacchi.

Non mi posso confrontare con un idiota: mi fa solo scendere di livello per poi battermi in esperienza!

sabato 5 giugno 2010

Profile




Vivo non morendo
S'aggira la Sua Ombra Nefasta
terrorizzando l'Ingiusto che Rifugio non trova.

Segue i passi dell'Odore emanato ...
La Paura ha il suo Odore preciso
Non si sfugge al Demone che SA.

Ti Risucchia il Respiro ...
fino all'Ultimo
per poi privarti della Vita che non sapevi Gestire.

Ti ci doni Inconsapevole
avvolto in mantello di Certezze Apparenti
per perderti nella Fredda Morsa del Suo Abbraccio.

Nessun Tempo lo Domina
Nessuno Spazio lo Governa
Nessuna Luce lo Cattura.

Privato di ogni Volontà lo stai a Guardare
ma Perdere ti puoi nell'Abisso del suo Sguardo
che Scampo non lascia nemmeno a te.

Pulsa il Sangue sotto la Pelle
Freme il Corpo di Abbandono Totale
Vibra l'Anima Sospesa già nelle Sue mani.

Il Suo Fascino si fa Calamita
La Sua Voce è un Muto Richiamo
Le Sue Carni un Nefasto Banchetto per lo Stolto.

T'Accende di Colore.
Monocromatico nel suo Pallore Mortale
Indossa la Notte celandosi al Mondo.

Scappa, fuggi lontano ... ma
Smetti di Tremare di Paura
La sua Caccia non chiude Mai!


giovedì 6 maggio 2010

Dualità Perfetta



Mi smembro in due per riunirmi a casaccio e ricostituire l’intero che sono confinato nel mio essere metà di parte integrante di un intero superiore.

Mescolo bianco e nero liberando colori ed assenza di colore totale illuminati da ombre di luci che volano raso terra per avvolgere come nell’occhio di un ciclone quest’essenza mutevole e non muta che evolve compiendo evoluzioni su se stessa ed attorno al proprio universo.

Immagine peculiare di qualcosa che snaturando rimane lo stesso con gli stessi caratteristici tratti decisi che ne delineano contorni e forme cangianti.

Sinuose, esteroflesse curvature trasversali che rivelano una vena di instabile follia dilagante che dilania.

Metamorfosi mutanti di aspetti duplici e molteplici che non appaiono nemmeno all’ombra del soggetto al quale pretendevano di somigliare … Unicità sovrana sovrastante.

Filtri di luci sbiadite che hanno perso corporeità e sfumano allargando contorni poco nitidi di squarci di vite vissute a metà, senza coraggio o consapevolezza.

Squallidi nascondigli in astrusi labirinti mentali ove trovano rifugio menzogne poco credibili in superbi turpiloqui ed immagini che evocano atroci tormenti inesistenti.

Bocche chiuse a non segnalare l’intenzione di svelare quanta scioccaggine vi si cela all’interno, nel vuoto involucro che dovrebbe contenere una ragione pura ed anche pratica che temporeggia assentandosi.

Strage.

Pochi sopravvissuti all’Io Superiore, la dualità che contraddistingue l’Ego al di sopra ed al di là di ogni aspettativa remota o prossima.

Dualismo come fonte di astuta sopravvivenza e fuorvianza da quello che è e da quello che invece solo appare all’occhio poco attento.

Certezze assolute che al Centro del ciclone soltanto i puri di Anima arriveranno a cogliere la verità estrema ed a poterne appieno godere cogliendone i frutti.

Nemmeno questo mondo è per tutti … solo che loro ancora non lo sanno!


mercoledì 5 maggio 2010

Quello che scrivo ha sempre un Senso



Assoluto bisogno

Incessante volontà

Dissuadente desiderio

Avvinghiante brama

Travolgente desio

Unione di parole che sono scolpite negli Animi di chi sa di Poterle inglobare a se stesso privandosi del respiro affinchè non venga meno nemmeno una delle condizioni imprescindibili.

Intrecci di azioni e gesti, conditi da suadenti parole, atti a rimarcare affermando il Palese che si manifesta in ogni piccolo gesto della grigia quotidianità che non ha nulla di Banale o ripetitivo a meno che Noi non lo si tinga di grigio.

Decretiamo il potere assoluto della NON permissione di lasciar cadere nello scontato il nostro stesso Respiro … annaspiamo nella giungla della nostra coscienza per prendere Atto che spesso siamo solo Noi a permettere che l’Abisso ci inghiotta.

Neghiamo affermazioni contraddittorie additando a scuse o rimproveri ad altri quello che invece siamo noi a Scagionare NON lottando per mutare la Sostanza di quello che non va bene recidendolo InesorabilMente.

Da Erode a Pilato … così si transitano le responsabilità decretando un capro espiatorio da poter LiberaMente lapidare per non ferire noi stessi come GiustaMente sarebbe opportuno fare.

Una mano lava l’altra … ed entrambe lavano le faccia Immonde macchiate di colpe sgravate ed addossate nello specchio in cui vediamo SOLO ciò che ci fa comodo vedere.

Paradossale incombenza la Vita che ci scorre tra le mani senza che si sia dato il Tempo per afferrarne SaldaMente le redini …

Inevitabile declino dell’Essere a favore di un Apparire fatiscente che troppo spesso sa davvero di Niente.

Indescrivibile senso di sazietà d’Anime comparabili affini e complementari che si Sgretolano all’Unisono immerse nei Corpi per potersi ricreare assumendo nuove forme ma con le medesime Sostanze.

Traggo spunto da questa Vita con le reminiscenze della vecchia per procrastinare la Nuova fino alle Soglie dell’Eternità ed Oltre.



martedì 13 aprile 2010

Occhio Che Vede





Di fronte a totale mancanza di Coraggio ci si appende a fili impercettibili che uniscono le vie in Silenzio rispettoso. Ci si occulta nell’Ombra per carpire un Sol raggio di luce … rubato.

La Viltà ha Molteplici aspetti.

Chi si Cela Ottenebrandosi OstinataMente a ridosso di un Cancello ormai chiuso nella Vana speranza di trovarvi un Misero aggancio, non merita considerazione alcuna.
Eppure si Apposta là. In attesa di qualcosa che non giungerà. Nessuna Mano protesa in segno inequivocabile di aiuto o riparo, nessun vano tentativo di scostare una schiena incarnata nel Muro dell’Ipocrisia di chi ha saputo NON esserci a tempo debito.

Scomode verità si alternano a Bugie rimescolate e ruminate, fatte passare per buone a chi accontentarsi sa di nulla, a chi sa Accattare briciole che cadono inesorabili da Tavole EsagerataMente imbandite.

L’occhio fermo sulle Ombre.
Nessun movimento sfugge la Vista ed i Sensi.
Il Tacere di chi sa Osare non è equiparabile ad un NON vedere.
Il Silenzio affila le sue Lame.
Il Dolore prepara il campo.

La Sofferenza dell’Emarginazione si apre Varchi profondi ed Indissolubili che non saranno sanati FacilMente.

Le Antenne si drizzano attente affinandosi.
Ogni Parola sarà SoppesataMente soppesata.
Ogni Emozione filtrata dal colino della coscienza del Confine tra verità e menzogna.

Un Tempo per ogni Cosa.
Ogni Cosa a suo Tempo.

S’addensano nebbie invocate a coprire tessendo a Tela di ragno un involucro Crisalideo atto a riparare e proteggere la Creatura che vi Alberga all’interno … indifesa, impreparata, inconsapevole.

Scende la Notte a suggellare questa fortezza d’Amore che ricopre le sue creature con Sentimento RealMente Autentico nello scrosciare di sangue pulsante sottoPelle che delinea Rimarcando confini netti e precisi.

Nulla sfuggirà.

L’Occhio Attento sa Vedere e Tacere ed al momento giusto … Azzannare Smembrando!


sabato 3 aprile 2010

Sorrido




Lascia che arda
Lascia che bruci
Lascia che devasti
Lascia che sia

Imprimo parole lette nel lato oscuro dei miei pensieri che divagando vagano senza sosta a sfogliare anticaglie ora prive di valore alcuno.

Sorrido.

Cerco di calarmi immedesimandomi in chi Ti ha creduto suo con la certezza di avere avuto in pugno anche solo un brandello di Te, quasi certa d’esser stata l’Unica o unica.

Sorrido.

Conosco i tormenti e l’inarrestabile potenza del Vento che essere imprigionato o fermato o placato non può quando inizia la sua macabra danza di vendetta furiosa e attender non sa che una parola frantumi il Silenzio ... se solo ha sentore che un suono stia per esser emesso.

Sorrido.

Quanti hanno realMente tastato la Tua forza? Credo davvero pochi o il silenzio non sarebbe tanto assordante! Hai per troppo taciuto e permesso concedendo illusioni che t’hanno illuso a loro volta di vedere quello che non era in realtà, nemmeno l’ombra di quello che voleva apparire.

Sorrido.

Cerco di spaziare a quando vedrai quello che io ho visto, provo a cercare di captare anche solo un millesimo della rabbia che potrebbe scaturirne implorante di venir fermata ... ed al contempo sublimata all’idea di poter finalMente eplodere come da troppo tempo avrebbe dovuto fare.

Sorrido.

Non temo confronti, non voglio confronti, ciascuno paga il prezzo suo ed io sono pronta da un pezzo a versarlo sull’unghia, senza sconto alcuno chiedere fiduciosa nel fatto che nessuno oserà chiederne a me o il sorriso cambierebbe in fragorosa risata che echeggia sull’aria del mondo contaminandola.

Sorrido.

Lo faccio anche per Te che so bene non lo farai affatto, senza con questo cercar di incatenarti con illusori canti di sirene … ma credimi … sorrido davvero. La mia forza è la Tua … la Tua forza è la mia … assolutamente compensative e ben saldaMente legate.

Sorrido.

Stringo tra le mani la Tua chiave calda appesa al collo che pare bruciare … e Tu sai che cosa significa … mentre stringo nell’altra la cosa della quale hanno tentato di defraudarmi con scarsi successi. Lotto fino all’ultimo respiro per quello che mi appartiene … per quelli che Amo … e Tu sei anche più agguerrito di me per quanto strano possa sembrare ... sai essere corrispondente al vero.



Sorrido.

La mente vola all’ultima notte trascorsa l’uno nell’altra e spazia in attesa della prossima che verrà, non appare poi così lontana … aumenta il desiderio di passione e di perdersi negli abissi profondi che ci appartengono (io nel tuo Tu nel mio).

Sorrido.

La cecità della gente ha davvero celato loro la sete di vendetta e la rabbia che Ti muove quando toccano qualcosa di veramente Tuo? Eppure Ti si conosce … sei stato anche pare in balia ... e sapevi ben riflettere quello che nemmeno Tu avevi saputo cogliere.

Sorrido.

Ho dovuto chiuderTi gli occhi perché iniziassi a vedere le Essenze vere celate dietro superficialità di quello che Ti hanno fatto credere, taciuto una volta credono di poter gestire la Tua pelle per sempre convinti che non vedrai ... o se lo farai starai zitto.

Sorrido.

Il vaso è colmo da parecchio ed una sola piccolissima ultima goccia sarà causa occasionale di un’esplosione, dell’innesco di una reazione senza ritorno che vedrà travolto chi alle spalle ha saputo ferire a colpo di biforcuta lingua ed ipocrita pensiero.

Sorrido.

Crederanno alla tua pazzia, nessuno sbrocca per una piccolezza (davvero non si sono accorti che goccia dopo goccia il vaso si riempie?) e Tu hai un profondo e ben radicato senso di giustizia che T’appartiene da sempre essendo nato con Te … e lo hai saputo ben coltivare nel tempo trascorso celandolo agli occhi di chi li riempiva solo di stupidi egoismi puerili. Patetici oltre ogni misura.

Sorrido.

La chiave si scalda ma non brucia la pelle che arde solo del graffiante desiderio di Te senza smettere di attenderti ogni istante con crescente Passione lacerante.

Sorrido.

La stoltezza della gente scivola sul piano inclinato della mia più totale indifferenza, io che sono sempre ben certa di che cosa non voglio, io che nelle mie incertezze ho saputo far ancora di una certezza non relativa ma assoluta … Tu!



Sorrido.

Ti hanno dipinto menzoniero e libertino, inconsapevoli che queste caratteristiche erano e sono solo prerogative loro … specchio si ma solo per meglio riflettere la merda che Ti proiettavano addosso.

Sorrido.

È bastato un buon bagno caldo perché il lordume della Tua pelle intrisa di tante codardie riprendesse il suo colore originale … bastava davvero tanto poco … T’accarezzo col pensiero, estasiata dalla luce pura che emani e dai colori che sai proiettare su di me.

Sorrido.

Consapevole che smetteranno loro quando vedranno e realizzeranno che Tu non stai sorridendo . quando si paleserà il ghigno a deformare i Tuoi lineamenti ed a rendere il colore dei Tuoi occhi più Nero del Catrame.

Sorrido.

Passerà anche questa bufera ed avrà le dimensioni di un granello di sabbia nel deserto quando la Tua mano stringerà la mia ed il mio sorriso sarà la sola cosa che Ti riuscirà di vedere illuminato dall’esile lume della fiamma di una candela che brucia per Noi soltanto.

Sorrido.

Lascia che arda
Lascia che bruci
Lascia che devasti
Lascia che sia


Ed ogni Tuo sorriso spazzerà via tutte le nubi, esili o tenaci che si credano, andranno via lontano … e lasceranno che le nostre Anime incarnate nel nostri corpi siano di nuovo libere di accarezzarsi graffiandosi appartenendosi in totale oblio dei Sensi … travolte da solita Passione.

Sorrido.

Tra poco chiamerai e la Tua voce come musica farà vibrare il mio corpo e mi dirai qualcosa che avrei voluto sentire e mi accarezzerai i capelli stringendoTeli al petto proteggendoli e preservandoli da ogni insignificante capriccio che sfocia in ridicole manfrine.

Sorrido.

La voglia di Te che non passa ed aumenta rafforzandosi ogni qualvolta inciampa in un ostacolo che tale non è perché non abbiamo limiti o confini … perché la fiducia nell’altro è assoluta ed incondizionata, perché dopo un lungo peregrinare non abbiamo intenzione alcuna di permettere che Ci si separi.

Sorrido.

Progetti una vita da condividere nella quotidianità di ogni più stupido e piccolo gesto e non è una cosa facile per Te lo so bene, ma nemmeno per me in fondo solo che … non esiste un Te o me quando si parla di Noi.

Sorrido.

L’egoismo e le etichette delle gente non capirebbero un concetto di libertà che sa spaziare delineandone netti contorni al di fuori dei quali poche cose sono ammesse o concepite.

Sorrido.

La mia Essenza non è cambiata ma molte sono le cose che hai saputo trovare in me o semplicemente aiutarle ad emergere per essere pronte quando il tempo lo sarà.

Sorrido.

Canto e Sorrido.

Ti penso e m’invadi riempiendomi il Cuore.
Ti Amo e ti sento scorrere nelle mie vene.
Ti vivo e respiro di Te in ogni stanza che ancora porta il tuo Odore.
Ti attendo ma o che sei con me in ogni istante.


Hey Jude, non peggiorare le cose:
prendi una canzone triste e rendila migliore.
Ricordati di riporla nel tuo cuore
e poi comincia a migliorarla.

Hey Jude, non essere dispiaciuto:
tu sei fatto per uscire e per stare con lei.
Nel momento in cui la lasci penetrare attraverso la tua pelle
puoi iniziare a migliorarla.

Ed ogni qualvolta provi dolore
hey Jude, fermati:
non portare il peso del mondo sulle tue spalle.
Per quanto tu ben sai che è stupido
e che c'è chi ne fa motivo d'orgoglio
rendendo il proprio mondo un pò più distaccato.

Hey Jude, non abbattermi:
tu l'hai trovata, ora vai e prendila.
Ricordati di riporla nel tuo cuore,
e poi comincia a migliorarla.

Quindi, lasciala uscire ed entrare,
hey Jude, incomincia:
tu stai aspettando qualcuno con cui esibirti.
E non sai che sei proprio tu,
hey Jude, tu lo farai:
la spinta di cui hai bisogno è sulle tue spalle.


Hey Jude, non peggiorare le cose:
prendi una canzone triste e rendila migliore.
Ricordati di lasciarla nel tuo cuore
e poi comincia a migliorarla.


lunedì 15 marzo 2010

Lame di Lingue


Sono giorni che sento parlar di lame più o meno rilucenti, più o meno affilate in grado comunque di procurare lesioni a livello di pelle ed anche molto sotto … in profondità.

Silenzi taglienti di assenze veritiere o presunte tali, di discordanti assonanze di egoismi alternati ad altruismi fasulli, imbellettati di ipocrite attenzioni.

In ogni caso sempre di Lame a doppio taglio affilate o grezze che riescono a ferire.

Ma per chiarezza, direi che la Lama veramente più tagliente che ci si prospetta dinnanzi sempre più spesso è la lingua, più o meno lunga, prensile o biforcuta … quale che sia la sua forma, sembra essere l’arma in assoluto più efficace.

Sa mentire indorando, sa essere spietata nello sputare squallide verità, sa essere subdola usando giochi di parole più o meno efficienti, sa deludere per assenza di parola o lacerare per esubero della medesima.

Un’arma che senza dubbio pochi conoscono l’arte del saper adoperare a proposito, nei tempi e luoghi appropriati ed idonei, e ancor meno sanno distinguere quanto possa esser mortale specie se rigirata su se stessa.

È da sempre mia opinione, dato che non so essere vendicativa, che sia spesso sufficiente dare ad una persona una corda … sua la decisione sull’utilizzo, ci si possono stendere i panni, aiutare chi sta precipitando o impiccarvicisi.

Oggi sono inciampata in una foto che rende bene l’idea e da qui è nato questo sproloquio di parole che non vogliono essere verità assolute od oggettive, ma semplicemente il mio pensiero per chi lo vorrà leggere ed anche per chi non lo farà-

Io scrivo per me stessa principalmente e molto più della metà di quanto scrivo (non resisto al fascino di carta e penna) finisce bruciato nel lavandino di cucina, perché ha esordito il suo scopo … mi ha in qualche modo liberata. Da poco ho fatto promessa di mantenerne una parte e mi riesce solo non rileggendo quello che scrivo sotto l’impulso complulsivo di un istinto reso cieco dalle troppe immondizie viste in giro.

Ecco perché ancora qualcosa mi riesce di salvarlo, non ho che una parola, ci metto a darla ma non me la rimangio per nessun motivo.

Ed ora, lascio alla visione di quest’immagine ed alle parole che l’accompagnano le mie Anime liberaMente Vaganti alle quali va il mio grazie per la pazienza concessami.

Chi di Giudizi Ferisce, di Giudizi Perisce ... con la propria lingua appesa al collo in nodo Gordiano.



venerdì 12 marzo 2010

Colpevole d'Innocenza



Perfino l’Innocenza Urla esterrefatta all’abuso di chi tenta di metter piedi in

testa …


Seppur scalzi!


Ed ecco che il celato si manifesta

Nella sua più orrida forma.


Temere si dovrebbe chi ha taciuto,

Chi appare buono,

Chi sa comprendere,

Chi non si ribella …


Perché a vaso pieno, sarà quello che esploderà con maggior risonanza!



It's So Easy ... Play The Game!



Accettazione consapevole e complice di se stessi per potersi proiettare in un mondo di specchi che distorcono realtà della quale sanno riportare solo il nome.

Intrecciate e tessute su tele fittizie senza alcun presupposto alla conoscenza se non la presuntuosa Saccenza di chi crede di sapere, di chi sa offrire un’immagine di sé ingannevole ma sufficiente ad incantar folle di mandrie sperdute che credono di trovare corrispondenze inesistenti.

Affinità declamate e mai conclamate, esperienze come un film vissute su un’unica pelle, in una sola mente che credeva di ergersi al di sopra di tutto e tutti tacitamente compiaciuta dell’altrui silenzio intendendolo come tacito consenso a ciò che più accomodava … una sorta di vecchio Film smunto.

Egoismi rivestiti di ipocrisie frammiste a barlumi di realtà inseriti in un contesto che non li contempla perché cangianti e fini solo a stessi nonostante i biechi mezzi utilizzati sapientemente da chi si erge a gran guerriero e sa solo ritrovarsi un pugno di mosche tra le dita.

Maledire l’oscurità non farà veder la Luce ma aiuterà al misero e patetico compatimento che ci si aspetta dinnanzi ad un’anima dalle parvenze sinuose e sincere, effimera nei gesti e dotata di intelletto spumeggiando parole forbite mescolate a pensieri veloci.

Ma le maschere calano e chi ha saputo attendere con pazienza di cogliere quello che si cela oltre lo specchio ha finalMente visto quello che è sempre stato nella sua realissima essenza.

Le lucciole non son lanterne, ma possono creare abbagli alle Menti superficiali pronti a cogliere con ipocrisie e falsità quante più briciole possono scendere dal tavolo imbandito dei vizi più sfrenati, degli egoismi più in considerevoli prescindendo la fame che resta inalterata.

Alla lunga nessuno si accontenta di misere briciole lanciate in segno di pietà, nemmeno chi con compassionevole cura pare essere tanto vicino con abbracci e parole, esternando un compromesso che inaridisce ambo le parti impoverendole e facendole apparire come spauracchi spelacchiati in un campo di grano beccate dai corvi.

Adesso le maschere sono calate tutte, nessuna manca più all’appello. Una dopo l’altra sono capitolate mostrando il loro vero volto rappreso da cattiveria e crudeltà, marcato da solchi di ingratitudine e bagnato dalle lacrime del perdente.

E quando anche l’ultimo giocatore passa mano, svelato il nulla che detiene, io inizio il mio gioco. Senza assi, senza carte, nessuna fortuna, solo la mia ferrea volontà, la costanza nell’attesa, la coerenza tra parole dette e scritte e vie di fatto.

Adesso, irriverenteMente beffarda, ironicaMente sarcastica, folleMente cinica dichiaro aperto il gioco. Non sono ammesse carte coperte, si gioca a modo mio sulla scacchiera della vita dove anche una sola pedina è in grado di fermare un Re, dove un cavallo costringe il potente ad alzare il regale culo potendo egli stesso saltare.

Niente fortuna

Niente inganni

Niente carte coperte

Occhi fissi all’avversario, pronta a testare se veramente sa giocare senza barare nell’ombra, senza invocare una fortuna che non esiste, senza nascondere assi nella manica, senza possibilità alcuna di bluffare, mostrandosi degno dell’appellativo affibbiatogli.

Adesso si gioca a modo mio e possa il migliore dimostrare davvero di esserlo a faccia scoperta e con tutto il coraggio delle proprie azioni sempre e comunque, se è degno sarà un onore averlo come vincitore; se è un mediocre non mancherà di dimostrarlo fingendo isterismi e piagnistei degni di una “Prima Donna”.

Signore, signori … il gioco abbia inizio!

PS: il gioco in questione, per le Menti che ci potessero veder celato chissà che cosa … è la Vita, quella Vera!



lunedì 8 marzo 2010

Lucifero



Lucifero … portatore di Luce.


Ti hanno dipinto nei secoli come non sei.

Ti hanno messo grandi corna sulla testa come un animale da monta

da mettere al bando assieme al sesso … peccaminoso!


La realtà è che la Luce è stata ricacciata al centro della terra

perché non potesse risplendere ... ed i marchi di orrendo, disgustoso, deplorevole, sono stati dall’uomo posti

come una sorta di sigillo, un monito!


Ma il cosiddetto male, appare tutt’altro che abonevolmente osceno, raccapricciantemente distorto, orrendamente dissoluto come ce lo servono in ampi calici d’argento.


Al contrario ha beltà, fascino, carisma ed eleganza.


Una bellezza viscida che, nell’effimertà delle sue superficialità , si mostra da un solo lato.


Ma ogni medaglia ha almeno due facciate.


Ed ecco che la tela nella quale invischiarsi è tesa.


Spesso chi si presenta con beltà e virtù racchiude una porzione di opposto molto più grande della forma

che adopra per corrompere manovrando i più deboli, condizionandone le menti.


Raccapriccianti spettacoli di lacrime frammiste a sangue che sgorga copioso...

Uso ed abuso di alcool ed altre sostanze …


Misero intento cercar di impietosir una mente plasmabile che seppur restia, tende oltremodo a confondere dolore immedesimandolo in macabre rappresentazioni atte ad esibire sofferenze irreali, colorate di vili menzogne che non rasentano nemmeno la proiezione ortogonale di una verità inesistente!


Ma la vendetta è un piatto freddo che lascia solo dell’amaro in bocca e chi non riesce nell’intento di frantumare disgregando quello che non potrà più avere indietro, si ritrova a contorcersi su se stesso sputando veleno nella speranza di bruciar terra attorno all’inarrivabile bersaglio!


Non importa a costo di che cosa, non importa sulla pelle di chi … spietataMente ed egoisticaMente, gesta atte solo a soddisfare una bramosia che aumenta inversaMente proporzionalMente ai vuoti che si è lasciata volutaMente alle spalle.


Nessuna pietà.

Nessuno sconto.

Nessun condono.

Nessun perdono laddove permane il ricordo …

Nessuna ipocrisia: chi non dimentica non perdona affatto!


Ed ecco che Colui che porta la Luce attende al varco dietro la porta, pronto a protendere gli artigli ed impossessarsi dei brandelli di dignità rimasti nelle coscienza di chi agisce egoisticaMente facendosi scudo di persone per arrivare ad ottenere consensi, perdendo qualcosa di gran lunga più prezioso…

Se stesso.


Dannazione Eterna senza possibilità di retrocessione, i passi indietro non sono ammessi, un solo errore, può essere fatale e Lui … lo sa.


E pazienteMente attende ... proprio te che ti nascondi dietro la maschera menzoniera del dolore celato, avvolto, confezionato ed infiocchettato in lacrime che non sanno di amaro ma di sconfitta.


Il tuo tempo è scaduto.