giovedì 28 dicembre 2017
Lotterò L'otterrò Lo Terrò
Paradossale come l'Essere diviene
qualcosa di assolutaMente speciale morendo.
Rare sono le volte che ci si occupa dei vivi
spesso basta un ... tutto bene ...
per non cogliere i dolori che stanno oltrepassando quell'Anima.
Incuranti si prosegue il cammino.
Poi si piange per una dipartita.
Incoerenza dell'essere pensante
che si fa scudo delle altrui miserie
per autocommiserarsi ulteriormente.
Deplorevole!
Dovremmo imparare dagli animali.
Loro non ci giudicano
Loro non chiedono spiegazioni
Loro non mentono.
Totale devozione in cambio solo di amore
Amor vero.
L'unico a non morire mai.
Non è più tempo di spiegazioni
chi mi conosce non le chiede
chi mi ama le conosce
e chi non mi conosce non le capirebbe.
Arriva il Crepuscolo che tanto amo
a calare una coltre d'ovatta su tutto
quello che non ho detto ...
Ma che chi mi conosce comprenderà.
martedì 26 dicembre 2017
Sarcasticamente riTUale
Momento di Assenze presenze
a dare per scontato quello che pochi conoscono
intrinsecamente nell'essere quel vuoto mai colmato.
Ritorna ciclicamente senza un perchè
o una ragione
come un tormentone musicale
che si insinua nella mente.
Tante le parole sprecate senza pensare
come a voler saccentemente presupporre di sapere cosa cela
quel cinico declino
che teme anche solo di riaffiorare.
E la gente si fa grande con le parole
certa che gli stolti capiranno le ragioni
perchè così alla fine va
anche se ci si inciampa in un'inezia
che il gioco scopre
facendo apparire presuntuoso narcisismo
quello che per amore o trascuratezza si voleva far passare.
Punta il dito e parla.
Che solo di parole sei capace.
Non di un gesto
o di un abbraccio.
Bellissime parole che cadono nel niente
della morte o di chi conosce i retroscena.
Sono stanca di parole
piene di se stesse e null'altro
di bugie gettare ad amo in un lago di pesci morti.
Posso stare da sola una vita ...
che sarà mai il giorno di natale?
Ti scordi il compleanno mio
e fi la maschera piangente se non ti chiamo
al compleanno di uno sconosciuto
nato più di duemila anni fa?
Ipocrisia.
Nella mia cucina non è permessa.
Qui si digiuna
piuttosto che passar per fessa.
Ed ora caro il mio giullare
ricorda che ogni debito s'ha da pagare
che il tempo del sollazzo
vale meno di un cazzo
e veloce e prepotente
perde il treno facilmente.
Il tempo dei giochi ai mocciosi ...
Dimostrati Uomo
non solo a comodo tuo ...
Ed ora al tormentone offriamo pure il panettone.
Batto le mani sopra la testa
Luci!
Sipario!
mercoledì 14 gennaio 2015
Deep Inside
Nel profondo
Nelle profondità dell'Anima
si cela tanto Bene ed altrettanto Male
Permanenza di Opposti che lottano
non ad annullarsi
ma a Completarsi Reciprocamente
su Piani Diametralmente Opposti.
Superficialmente si vede
quanto è concesso di vedere
Nasconde la Mente quello che
va preservato in tacito Silenzio
Rispettoso tacere
per chi non è Degno di Sapere
Afferrano SaldaMente per le caviglie
le Radici dell'Essere
ancorandolo in se stesso
per preservarlo dall'Imbecillità
e la Cattiveria gratuita
che popola il Mondo Ignorante
che addita SaccenteMente senza conoscere ...
Siede la parte Maligna
Beffarda sogghigna
augurando che almeno un terzo sfiori
quanto ha saputo tramutare quel
frammento di Bene in essa Dormiente.
Lorde ed Immonde False lacrime
scendono rigando i volti delle
Maschere Piangenti
a rimembrar che perfino i coccodrilli
sanno secerner lacrime fasulle da ingordigia portate.
E la Foresta Tace.
E quando sta in Silenzio
non è un buon segno.
Presagi di Morte all'orizzonte.
Sentimenti presi a sassate
Dignità calpestate da Ingordigia
E la Foresta attende al varco.
Uno scintillar di Lame si nota di lontano
Il tuono straziante della
Giustizia straziata da Torpiloqui gratuiti.
E il lento risveglio della Vendetta
che apre un occhio ghignando al Destino.
Ciascuno è l'Artefice del proprio
che sia una bella Rosa
o un Turpe Monatto.
Si leva la Folgore Tuonante
La Noce chiude il guscio e ripara ciò che vale
Mentre Guerra si fionda su ciò che deve Morire.
giovedì 8 gennaio 2015
DannaMente D'Annata
E viene un Tempo
per mostrare la mera apparenza
colorata di tinte semplici
scale di grigi in un crescere
fino a sfiorare la Tenebra profonda
E viene un Tempo
per mostrare l'Essenza
che attinge ad Arcobaleni Infiniti
con chiazza Impreviste di colori forti
che prevede una profondità da Emocromo
E viene un Tempo
per lasciarsi addosso scivolare
le peggio cose
con la certezza che nulla sporcherà
di nuovo un'Anima
che attraverso Sofferenze Indicibili
si è pulita da ogni lordura pre esistente
E viene un Tempo
per fissarsi sulla pelle
le meglio cose
consapevoli l'effetto "olio" non le farà scorrere via
fermandole nella Mente
che Razionalizza anche la Paura
tramutandola in Forte Desiderio di non perdere.
Il Tempo non sana
Il Tempo PazienteMente alimenta le nostre certezze
Il Tempo rafforza le nostre consapevolezze
Il Tempo supera le Barriere dell'Io
Il Tempo scorre come sangue nelle vene
Il Tempo batte come un Cuore in un torace
Il Tempo respira alimentando tutto l'Organismo
E un Giusto Tempo
arriva per tutti
cogliendolo il più delle volte impreparati
Possano le Maschere Piangenti
trovare in tempo, un Tempo
per raccogliere Lacrime fasulle che sanno di sale
come l'acqua del mare
e con la stessa potenza di un'onda finiscono
Adesso è il Tempo del Riscatto.
giovedì 11 settembre 2014
Amici ... stocazzo!
Stesa
La fredda lama sulla pelle
Il respiro si ferma
Immobile
Attonita con gli occhi sbarrati
Incredula
Della vastità dell'umana Imbecillità
"... e chi è steso dorme o muore oppure fa l'amore ..."
Vado per esclusione
Non faccio l'amore da un secolo
Non ho intenzione di morire, non oggi
Non mi resta che dormire
Il freddo della lama che sfiora la pelle
Il nulla attorno cercato e trovato
Il Silenzio che nemmeno la musica riempie
Araba Fenice che si deve distruggere
per poter rinascere dalle proprie ceneri
devastando l'ipocrisia
e nutrendosi dell'Assenza
Avevi promesso che non avresti lasciato la mia mano ...
Ma le parole son rimaste parole e di monosillabi
si son vestite.
Non era quello che avrei voluto
Giro l'ennesima pagina dolorosa
Anzi ... chiudo il libro che ho letto troppo oggi
E ho anche scritto troppo quindi smetto.
Non sono alla mercè del primo vento
Ma chi mi vuole cercare sa dove trovarmi ... adagio
lunedì 17 marzo 2014
L'Età della Sragione
A piedi scalzi su terreni sdrucciolevoli ti ostini a camminare.
Insidioso il tuo vagare
Rischioso il tuo non scivolare
Il fango tutt'attorno e sotto i piedi rallenta il tuo cammino
Danza macabra di pioggia e terra
Non si arresta il tuo peregrinare ... OstinataMente instabile.
Chi non sente la tua assenza palesa solo l'inutilità della tua presenza.
Imperterrita procedi senza timore di cadere.
Il baratro dell'Abisso non è più visibile all'orizzonte.
Ci sei dentro
A piedi uniti.
Ed ancora non lo realizzi.

Chi dice di aver amato e ben compreso la morbidezza della tua esile e delicata corolla
conoscerà ora la spietata durezza della sua spina.
Nessuna pietà.
Non ne hai ricevuta
non ne dispenserai.
Immobile e fredda come una lama
Colpirai e sventrerai qualsiasi forma di imbecillità ti si presenti dinnanzi.
Sangue che cola
Come acqua spanta ... non si raccoglie.
Nessuno ti ripagherà di quanto hai perduto
Ma non perderai ancora
Forte dell'incoscienza che possiedi ti siederai ed irriverentemente sorriderai
Riso beffardo
Irrispettoso di chi non ha saputo vestirti di Rispetto
Un massacro annunciato da parole dette e non dette
Scritte su volti che non erano il tuo ...
Consapevoli di cosa avrebbero trovato ... Spina Adorata!

venerdì 7 marzo 2014
Avvoltoi
Avvoltoi in attesa
Streghe derise
Anime candide che schivano fiere
Giochi di Morte restano in attesa disillusi
Fiero del piumaggio oscuro sei solo sporcizia
a cerchio ti aggiri
facendo bene attenzione di tenere la distanza
Animi infangati di lorde e viscide intenzioni tremate
Il rosso ti attira
come il miele con l'orso
Ma i conti non hai fatto con stomaci satolli
Hai creduto di essere irresistibile
Hai creduto che i tuoi piagnistei avrebbero intenerito
Hai confuso educazione e gentilezza con disponibilità
Hai lottato sino allo stremo per perdere una delle poche cose vere che possedevi
Hai tentennato con la consapevolezza di essere in torto
Hai occultato parole gesti e missioni
Hai mascherato di pulito qualcosa che lascia un lezzo insopportabile
Hai giocato per vincere
Hai perso
E stavolta non ci saranno appelli.
Batto banco
sull'ennesimo errore di valutazione e ti lascio sprofondare nelle tue stesse lacrime di coccodrillo.
Vola alto avvoltoio che se t'avvicini la forza per tirarti il collo la trovo.
Sono stesa
Ma riposo e respiro bene
Mira el dito uccellaccio
Perchè è l'ultima cosa che di me vedrai.
lunedì 27 maggio 2013
Sipario
Cala la Tenebra a decretare la fine di un altro giorno.
Scandisce il Tempo ciò che fu sottolineando quello non accadde.
Le maschere Ruggenti si fanno Silenziose
Il Buio si veste di Terrore.
Cigola la Porta che attende aperta
Non v'è Luce nell'Oltre
Scalpita il Dolore vestendosi d'Ansie
DecisaMente procedo IncoscienteMente.
Un'altra Notte
Un'altra Vita
Un'altro Mistero
Un'altro passo in meno.
Scivolano le stanche membra sotto le lenzuola.
Crolla lo scheletro sprofondando nel materasso.
Barcolla la testa picchiando il cuscino.
Si ferma il respiro al vocio lì vicino.
Tum Tum
Tum Tum Tum
Tum
Tum Tum Tum Tum
Aritmie di Ombre si vestono a festa!
giovedì 22 luglio 2010
Viso d'Arcobaleno

Le Emozioni si Colorano Esplodendo sul mio Viso come in un dipinto dai tratti Sicuri e ben Marcati.
L'Eco lontano della Bufera più non rimbomba trafiggendo i timpani ... nella mia Mente.
Rimuovo in toto tutto quello che non mi appartiene, tutto ciò che non sento mio. tutto quello che vestendo una Maschera svela un'Anima diversa da quella che è solito mostrare.
Finzione e Realtà.
Maschera e Verità.
Assordante frastuono rimbombante che disorienta ApparenteMente, ma innocuo AssolutaMente non mi tange che di striscio.
Misera Intersezione dolorante che rimargina in fretta.
Nessun segno rimarrà a rimarcarla ricordandola.
Adesso voglio Assaporare l'Arcobaleno che mi appartiene ...
Voglio che i suoi colori solchino le mie righe e ci facciano nido.
Mi piacerebbe che uno spiraglio di sole donasse Lucentezza vera a tutto quello che con il trascorrere del tempo appare ... Opacizzato.
Ravvivo me stessa rinnovando ogni Promessa.
La mia parola è misera cosa, ma non ho che quella!

martedì 29 giugno 2010
Alba Nuova

sabato 5 giugno 2010
Profile
giovedì 6 maggio 2010
Dualità Perfetta
Mi smembro in due per riunirmi a casaccio e ricostituire l’intero che sono confinato nel mio essere metà di parte integrante di un intero superiore.
Mescolo bianco e nero liberando colori ed assenza di colore totale illuminati da ombre di luci che volano raso terra per avvolgere come nell’occhio di un ciclone quest’essenza mutevole e non muta che evolve compiendo evoluzioni su se stessa ed attorno al proprio universo.
Immagine peculiare di qualcosa che snaturando rimane lo stesso con gli stessi caratteristici tratti decisi che ne delineano contorni e forme cangianti.
Sinuose, esteroflesse curvature trasversali che rivelano una vena di instabile follia dilagante che dilania.
Metamorfosi mutanti di aspetti duplici e molteplici che non appaiono nemmeno all’ombra del soggetto al quale pretendevano di somigliare … Unicità sovrana sovrastante.
Filtri di luci sbiadite che hanno perso corporeità e sfumano allargando contorni poco nitidi di squarci di vite vissute a metà, senza coraggio o consapevolezza.
Squallidi nascondigli in astrusi labirinti mentali ove trovano rifugio menzogne poco credibili in superbi turpiloqui ed immagini che evocano atroci tormenti inesistenti.
Bocche chiuse a non segnalare l’intenzione di svelare quanta scioccaggine vi si cela all’interno, nel vuoto involucro che dovrebbe contenere una ragione pura ed anche pratica che temporeggia assentandosi.
Pochi sopravvissuti all’Io Superiore, la dualità che contraddistingue l’Ego al di sopra ed al di là di ogni aspettativa remota o prossima.
Dualismo come fonte di astuta sopravvivenza e fuorvianza da quello che è e da quello che invece solo appare all’occhio poco attento.
Certezze assolute che al Centro del ciclone soltanto i puri di Anima arriveranno a cogliere la verità estrema ed a poterne appieno godere cogliendone i frutti.
Nemmeno questo mondo è per tutti … solo che loro ancora non lo sanno!
mercoledì 5 maggio 2010
Quello che scrivo ha sempre un Senso

Assoluto bisogno
Incessante volontà
Dissuadente desiderio
Avvinghiante brama
Travolgente desio
Unione di parole che sono scolpite negli Animi di chi sa di Poterle inglobare a se stesso privandosi del respiro affinchè non venga meno nemmeno una delle condizioni imprescindibili.
Intrecci di azioni e gesti, conditi da suadenti parole, atti a rimarcare affermando il Palese che si manifesta in ogni piccolo gesto della grigia quotidianità che non ha nulla di Banale o ripetitivo a meno che Noi non lo si tinga di grigio.
Decretiamo il potere assoluto della NON permissione di lasciar cadere nello scontato il nostro stesso Respiro … annaspiamo nella giungla della nostra coscienza per prendere Atto che spesso siamo solo Noi a permettere che l’Abisso ci inghiotta.
Neghiamo affermazioni contraddittorie additando a scuse o rimproveri ad altri quello che invece siamo noi a Scagionare NON lottando per mutare la Sostanza di quello che non va bene recidendolo InesorabilMente.
Da Erode a Pilato … così si transitano le responsabilità decretando un capro espiatorio da poter LiberaMente lapidare per non ferire noi stessi come GiustaMente sarebbe opportuno fare.
Una mano lava l’altra … ed entrambe lavano le faccia Immonde macchiate di colpe sgravate ed addossate nello specchio in cui vediamo SOLO ciò che ci fa comodo vedere.
Paradossale incombenza la Vita che ci scorre tra le mani senza che si sia dato il Tempo per afferrarne SaldaMente le redini …
Inevitabile declino dell’Essere a favore di un Apparire fatiscente che troppo spesso sa davvero di Niente.
Indescrivibile senso di sazietà d’Anime comparabili affini e complementari che si Sgretolano all’Unisono immerse nei Corpi per potersi ricreare assumendo nuove forme ma con le medesime Sostanze.
Traggo spunto da questa Vita con le reminiscenze della vecchia per procrastinare la Nuova fino alle Soglie dell’Eternità ed Oltre.
martedì 13 aprile 2010
Occhio Che Vede

sabato 3 aprile 2010
Sorrido
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prendi una canzone triste e rendila migliore.
Ricordati di riporla nel tuo cuore
e poi comincia a migliorarla.
Hey Jude, non essere dispiaciuto:
tu sei fatto per uscire e per stare con lei.
Nel momento in cui la lasci penetrare attraverso la tua pelle
puoi iniziare a migliorarla.
Ed ogni qualvolta provi dolore
hey Jude, fermati:
non portare il peso del mondo sulle tue spalle.
Per quanto tu ben sai che è stupido
e che c'è chi ne fa motivo d'orgoglio
rendendo il proprio mondo un pò più distaccato.
Hey Jude, non abbattermi:
tu l'hai trovata, ora vai e prendila.
Ricordati di riporla nel tuo cuore,
e poi comincia a migliorarla.
Quindi, lasciala uscire ed entrare,
hey Jude, incomincia:
tu stai aspettando qualcuno con cui esibirti.
E non sai che sei proprio tu,
hey Jude, tu lo farai:
la spinta di cui hai bisogno è sulle tue spalle.
Hey Jude, non peggiorare le cose:
prendi una canzone triste e rendila migliore.
Ricordati di lasciarla nel tuo cuore
e poi comincia a migliorarla.
lunedì 15 marzo 2010
Lame di Lingue

Sono giorni che sento parlar di lame più o meno rilucenti, più o meno affilate in grado comunque di procurare lesioni a livello di pelle ed anche molto sotto … in profondità.
Silenzi taglienti di assenze veritiere o presunte tali, di discordanti assonanze di egoismi alternati ad altruismi fasulli, imbellettati di ipocrite attenzioni.
In ogni caso sempre di Lame a doppio taglio affilate o grezze che riescono a ferire.
Ma per chiarezza, direi che la Lama veramente più tagliente che ci si prospetta dinnanzi sempre più spesso è la lingua, più o meno lunga, prensile o biforcuta … quale che sia la sua forma, sembra essere l’arma in assoluto più efficace.
Sa mentire indorando, sa essere spietata nello sputare squallide verità, sa essere subdola usando giochi di parole più o meno efficienti, sa deludere per assenza di parola o lacerare per esubero della medesima.
Un’arma che senza dubbio pochi conoscono l’arte del saper adoperare a proposito, nei tempi e luoghi appropriati ed idonei, e ancor meno sanno distinguere quanto possa esser mortale specie se rigirata su se stessa.
È da sempre mia opinione, dato che non so essere vendicativa, che sia spesso sufficiente dare ad una persona una corda … sua la decisione sull’utilizzo, ci si possono stendere i panni, aiutare chi sta precipitando o impiccarvicisi.
Oggi sono inciampata in una foto che rende bene l’idea e da qui è nato questo sproloquio di parole che non vogliono essere verità assolute od oggettive, ma semplicemente il mio pensiero per chi lo vorrà leggere ed anche per chi non lo farà-
Io scrivo per me stessa principalmente e molto più della metà di quanto scrivo (non resisto al fascino di carta e penna) finisce bruciato nel lavandino di cucina, perché ha esordito il suo scopo … mi ha in qualche modo liberata. Da poco ho fatto promessa di mantenerne una parte e mi riesce solo non rileggendo quello che scrivo sotto l’impulso complulsivo di un istinto reso cieco dalle troppe immondizie viste in giro.
Ecco perché ancora qualcosa mi riesce di salvarlo, non ho che una parola, ci metto a darla ma non me la rimangio per nessun motivo.
Ed ora, lascio alla visione di quest’immagine ed alle parole che l’accompagnano le mie Anime liberaMente Vaganti alle quali va il mio grazie per la pazienza concessami.
Chi di Giudizi Ferisce, di Giudizi Perisce ... con la propria lingua appesa al collo in nodo Gordiano.
venerdì 12 marzo 2010
Colpevole d'Innocenza

Perfino l’Innocenza Urla esterrefatta all’abuso di chi tenta di metter piedi in
testa …
Seppur scalzi!
Ed ecco che il celato si manifesta
Nella sua più orrida forma.
Temere si dovrebbe chi ha taciuto,
Chi appare buono,
Chi sa comprendere,
Chi non si ribella …
Perché a vaso pieno, sarà quello che esploderà con maggior risonanza!
It's So Easy ... Play The Game!

Accettazione consapevole e complice di se stessi per potersi proiettare in un mondo di specchi che distorcono realtà della quale sanno riportare solo il nome.
Intrecciate e tessute su tele fittizie senza alcun presupposto alla conoscenza se non la presuntuosa Saccenza di chi crede di sapere, di chi sa offrire un’immagine di sé ingannevole ma sufficiente ad incantar folle di mandrie sperdute che credono di trovare corrispondenze inesistenti.
Affinità declamate e mai conclamate, esperienze come un film vissute su un’unica pelle, in una sola mente che credeva di ergersi al di sopra di tutto e tutti tacitamente compiaciuta dell’altrui silenzio intendendolo come tacito consenso a ciò che più accomodava … una sorta di vecchio Film smunto.
Egoismi rivestiti di ipocrisie frammiste a barlumi di realtà inseriti in un contesto che non li contempla perché cangianti e fini solo a stessi nonostante i biechi mezzi utilizzati sapientemente da chi si erge a gran guerriero e sa solo ritrovarsi un pugno di mosche tra le dita.
Maledire l’oscurità non farà veder la Luce ma aiuterà al misero e patetico compatimento che ci si aspetta dinnanzi ad un’anima dalle parvenze sinuose e sincere, effimera nei gesti e dotata di intelletto spumeggiando parole forbite mescolate a pensieri veloci.
Ma le maschere calano e chi ha saputo attendere con pazienza di cogliere quello che si cela oltre lo specchio ha finalMente visto quello che è sempre stato nella sua realissima essenza.
Le lucciole non son lanterne, ma possono creare abbagli alle Menti superficiali pronti a cogliere con ipocrisie e falsità quante più briciole possono scendere dal tavolo imbandito dei vizi più sfrenati, degli egoismi più in considerevoli prescindendo la fame che resta inalterata.
Alla lunga nessuno si accontenta di misere briciole lanciate in segno di pietà, nemmeno chi con compassionevole cura pare essere tanto vicino con abbracci e parole, esternando un compromesso che inaridisce ambo le parti impoverendole e facendole apparire come spauracchi spelacchiati in un campo di grano beccate dai corvi.
Adesso le maschere sono calate tutte, nessuna manca più all’appello. Una dopo l’altra sono capitolate mostrando il loro vero volto rappreso da cattiveria e crudeltà, marcato da solchi di ingratitudine e bagnato dalle lacrime del perdente.
E quando anche l’ultimo giocatore passa mano, svelato il nulla che detiene, io inizio il mio gioco. Senza assi, senza carte, nessuna fortuna, solo la mia ferrea volontà, la costanza nell’attesa, la coerenza tra parole dette e scritte e vie di fatto.
Adesso, irriverenteMente beffarda, ironicaMente sarcastica, folleMente cinica dichiaro aperto il gioco. Non sono ammesse carte coperte, si gioca a modo mio sulla scacchiera della vita dove anche una sola pedina è in grado di fermare un Re, dove un cavallo costringe il potente ad alzare il regale culo potendo egli stesso saltare.
Niente fortuna
Niente inganni
Niente carte coperte
Occhi fissi all’avversario, pronta a testare se veramente sa giocare senza barare nell’ombra, senza invocare una fortuna che non esiste, senza nascondere assi nella manica, senza possibilità alcuna di bluffare, mostrandosi degno dell’appellativo affibbiatogli.
Adesso si gioca a modo mio e possa il migliore dimostrare davvero di esserlo a faccia scoperta e con tutto il coraggio delle proprie azioni sempre e comunque, se è degno sarà un onore averlo come vincitore; se è un mediocre non mancherà di dimostrarlo fingendo isterismi e piagnistei degni di una “Prima Donna”.
Signore, signori … il gioco abbia inizio!
PS: il gioco in questione, per le Menti che ci potessero veder celato chissà che cosa … è la Vita, quella Vera!
lunedì 8 marzo 2010
Lucifero

Lucifero … portatore di Luce.
Ti hanno dipinto nei secoli come non sei.
Ti hanno messo grandi corna sulla testa come un animale da monta
da mettere al bando assieme al sesso … peccaminoso!
La realtà è che la Luce è stata ricacciata al centro della terra
perché non potesse risplendere ... ed i marchi di orrendo, disgustoso, deplorevole, sono stati dall’uomo posti
come una sorta di sigillo, un monito!
Ma il cosiddetto male, appare tutt’altro che abonevolmente osceno, raccapricciantemente distorto, orrendamente dissoluto come ce lo servono in ampi calici d’argento.
Al contrario ha beltà, fascino, carisma ed eleganza.
Una bellezza viscida che, nell’effimertà delle sue superficialità , si mostra da un solo lato.
Ma ogni medaglia ha almeno due facciate.
Ed ecco che la tela nella quale invischiarsi è tesa.
Spesso chi si presenta con beltà e virtù racchiude una porzione di opposto molto più grande della forma
che adopra per corrompere manovrando i più deboli, condizionandone le menti.
Raccapriccianti spettacoli di lacrime frammiste a sangue che sgorga copioso...
Uso ed abuso di alcool ed altre sostanze …
Misero intento cercar di impietosir una mente plasmabile che seppur restia, tende oltremodo a confondere dolore immedesimandolo in macabre rappresentazioni atte ad esibire sofferenze irreali, colorate di vili menzogne che non rasentano nemmeno la proiezione ortogonale di una verità inesistente!
Ma la vendetta è un piatto freddo che lascia solo dell’amaro in bocca e chi non riesce nell’intento di frantumare disgregando quello che non potrà più avere indietro, si ritrova a contorcersi su se stesso sputando veleno nella speranza di bruciar terra attorno all’inarrivabile bersaglio!
Non importa a costo di che cosa, non importa sulla pelle di chi … spietataMente ed egoisticaMente, gesta atte solo a soddisfare una bramosia che aumenta inversaMente proporzionalMente ai vuoti che si è lasciata volutaMente alle spalle.
Nessuna pietà.
Nessuno sconto.
Nessun condono.
Nessun perdono laddove permane il ricordo …
Nessuna ipocrisia: chi non dimentica non perdona affatto!
Ed ecco che Colui che porta la Luce attende al varco dietro la porta, pronto a protendere gli artigli ed impossessarsi dei brandelli di dignità rimasti nelle coscienza di chi agisce egoisticaMente facendosi scudo di persone per arrivare ad ottenere consensi, perdendo qualcosa di gran lunga più prezioso…
Se stesso.
Dannazione Eterna senza possibilità di retrocessione, i passi indietro non sono ammessi, un solo errore, può essere fatale e Lui … lo sa.
E pazienteMente attende ... proprio te che ti nascondi dietro la maschera menzoniera del dolore celato, avvolto, confezionato ed infiocchettato in lacrime che non sanno di amaro ma di sconfitta.
Il tuo tempo è scaduto.










